Diventerà un piccolo parco di circa 6 ettari accessibile al pubblico la ex discarica in località Formica, sul bordo della strada Brindisi-S.Vito. E sarà il primo esempio in Puglia di area bonificata col presupposto del «privilegio speciale immobi-liare », così come previsto dall'articolo 2748 del codice civile, e dall'articolo 17 del decreto legge 22/97.
In sintesi, gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale, nel caso intervengano un Comune o una Regione, prefigurano «un obbligo di dare che grava oggettivamente sul fondo, a prescindere dalla circostanza che il proprietario sia o meno il responsabile dell'inquinamento». In questo caso, infatti, il proprietario dell'area - un imprenditore sanvitese del settore estrattivo - non è l'inquinatore: la discarica fu utilizzata dagli anni Cinquanta agli anni Settanta dai Comuni di S.Vito dei Normanni e di Mesagne, e anche dalla vicina base americana dell'Usaf. Per circa 30 anni dopo la dismissione, il sito è rimasto coperto solo da uno strato di terriccio, continuando ad inquinare la falda sottostante. Il Comune di Brindisi è riuscito ad ottenere un finanziamento di poco meno di 2 milioni di euro dai fondi Por regionali, ed ha indetto una gara per la realizzazione di un progetto predisposto da Anna Maria Tudisco, responsabile del Settore ecologia, e dall'agronomo paesaggista Giovanni Nardelli. Il responsabile del progetto è il dirigente del settore Ambiente ed edilizia sostenibile, Francesco Di Leverano. L'importo a base d'asta era di 1,9 milioni di euro, mentre i lavori sono stati aggiudicati all'Ati composta da Gesteco e Serveco per un importo di 1,5 milioni. Termine previsto, il 15 luglio prossimo. Investendo queste risorse nell'operazione, il Comune -spiega Di leverano- non diventa proprietario dell'area, ma il privato non potrà venderla senza prima rimborsare all'ente pubblico gli oneri sostenuti per gli interventi. E nel frattempo l'area stessa diventa di pubblico accesso e fruibilità. Il proprietario, peraltro, non ha opposto ricorso all'intervento dell'amministrazione civica del capoluogo. L'ingegnere Francesco Di Leverano spiega che su quella superficie si realizzeranno un laghetto ed una vasta estensione alberata. Sia la riforestazione, che lo stagno serviranno a riqualificare un luogo che fa parte di un sito molto più vasto, dove si trovano altre discariche già messe in sicurezza, cave, il terzo lotto della discarica di rifiuti solidi urbani del capoluogo già esaurito e da mettere in sicurezza, e il quarto lotto che dovrebbe entrare in funzione a breve. Poi, ancora, la discarica di rifiuti speciali della Formica Ambiente, che la Provincia non ha voluto più autorizzare (ma c'è un contenzioso).
Un'area considerata oramai inabitabile da buona parte di chi vi possedeva villette. Prima di realizzare il parco, bisognerà mettere in sicurezza e bonificare. Ciò sta avvenendo principalmente attraverso due tipi di intervento. Uno con tubi di insufflazione dell'aria sino a 30-35 metri di profondità, per favorire i processi di ossigenazione. L'altro, con un impianto mobile di aspirazione e trattamento dell'acqua di falda inquinata dal percolato, che successivamente sarà ripompata nel sottosuolo. I danni ambientali più gravi saranno così rimediati parzialmente, dopo 50 anni. Per definire però esattamente qual è la situazione del sottosuolo, o quando meno della falda freatica nella zona delle discariche, bisognerà aspettare l'indagine campione che si sta realizzando con il programma GoW (Water Governance) della Provincia, che prevede sondaggi in tutta la zona.
Marcello Orlandini
fonte: Corriere del Mezzogiorno, sezione: BRINDISI, data: 2008-03-06, pag: 11 |