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Dossier "Mal d'aria"
22/01/08

Bari, 22 gennaio 2008

Comunicato Stampa

Smog: PM10 alle stelle nelle città italiane già nei primi giorni del 2008

Secondo il dossier Mal’aria di Legambiente

bilancio negativo anche per le polveri sottili del 2007 :

su 63 capoluoghi monitorati 51 sforano i 35 superamenti consentiti

Bari e Brindisi rispettivamente al 39°e 59° posto in classifica

All’Ilva di Taranto il primato dell’inquinamento industriale

Anche nel 2007 l’allarme polveri sottili è scattato, puntuale, in gran parte delle principali città italiane che non sono riuscite a rispettare i limiti imposti dalla legge: nella classifica di Legambiente su 63 capoluoghi monitorati 51 hanno superato il valore limite medio giornaliero di 50 µg/ per più di 35 giorni nell’arco del 2007 previsto per le polveri sottili (PM10). Torino è in testa con addirittura 190 superamenti, Cagliari 162, Vicenza 140, Reggio Emilia 139.

“In Puglia la situazione non è delle peggiori – dichiara Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente Puglia –. Bari è al 39° posto in classifica con 71 superamenti, Taranto al 47° posto con 47 superamenti mentre Brindisi è al 59° con 17 superamenti (non disponibili i dati di Foggia e Lecce). E’ evidente che le misure adottate finora dagli amministratori locali non sono sufficienti alla risoluzione del problema dell’inquinamento dell’aria in città, imputabile prevalentemente al trasporto stradale. Per vincere la sfida della mobilità e garantire una qualità della vita migliore ai cittadini bisogna innanzitutto ridurre il numero di auto in circolazione. Il tasso di motorizzazione in Italia, infatti, continua a salire con una media di 62 auto ogni 100 abitanti. Alla fine del 2006 i mezzi a motore hanno addirittura superato il numero di potenziali conducenti, mentre gli spostamenti degli italiani nello stesso anno sono avvenuti per il 34,5% del totale su distanze inferiori ai 2 km e per ben il 74% sotto i 10 km. Comunque,  – continua Tarantininon possiamo non riconoscere il buono lavoro che il Comune di Bari sta svolgendo sul fronte della mobilità sostenibile grazie all’introduzione dell’intermodalità trasporto pubblico-auto (park&ride), della tariffazione concentrica, del bike-sharing ed in ultimo la realizzazione di piste ciclabili” .

E se i trasporti stradali rappresentano un importante fonte di inquinamento nel nostro Paese, il loro contributo si somma a quello di altri settori altrettanto inquinanti, come quello industriale che nel 2005 ha prodotto il 30% delle emissioni di ossidi di zolfo e degli Ipa e circa il 25% di quelle di polveri sottili. Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), polveri sottili (PM10), benzene (C6H6), monossido di carbonio, ossidi di zolfo (SOx) e di azoto (NOx), sono gli inquinanti considerati nella classifica dei complessi industriali più inquinanti d’Italia stilata in base ai dati riportati nel registro Ines (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti) relativi al 2005. Tra tutti spicca lo stabilimento di Taranto dell’Ilva s.p.a. che da solo emette, sul totale delle emissioni derivanti dagli impianti industriali, ben il 93% degli Ipa. "I pesantissimi dati relativi alla città di Taranto -commenta Lunetta Franco, presidente Legambiente Taranto parlano da soli e non avrebbero bisogno di alcun commento. Il primo posto dell'ILVA nella classifica delle emissioni di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e il quarto posto delle Centrali Edison a servizio dell'ILVA per le emissioni di PM10 (polveri sottili) confermano la gravità assoluta della situazione ambientale di Taranto, la rilevanza nazionale dei problemi dell'inquinamento della nostra città, e la conseguente necessità e urgenza di interventi volti ad abbattere sensibilmente le emissioni inquinanti dell'imponente apparato industriale tarantino”.

Al secondo posto per emissione di ossidi di azoto troviamo la centrale termoelettrica Enel di Brindisi Sud. “L’alta percentuale riscontrata nelle emissioni della centrale ENEL di Cerano  -commenta Enrico Favuzzi, presidente Legambiente Brindisi- è dovuta all'elevata quantità di carbone utilizzato.  Anche per questo motivo chiediamo l'assoluta e significativa riduzione”.

“Tutti dati conclude Tarantini- dimostrano l’urgenza e l’importanza di interventi e miglioramenti nelle attività industriali e di produzione energetiche per difendere non solo l’ambiente ma anche la salute dei cittadini che vivono a ridosso di questi impianti. Per raggiungere migliori risultati in termini di diminuzione delle emissioni, è necessario un attento e continuo monitoraggio degli impianti inquinanti, ed è urgente applicare una serie di interventi volti alla riduzione delle emissioni da attività industriali”.

Classifica PM10 ti tengo d’occhio

(periodo di riferimento: dal 1 gennaio al 31 dicembre 2007)

NB: per le città in cui il numero di giorni di superamento non è fornito direttamente dalle Arpa o dagli altri enti preposti si è scelto come riferimento la centralina “peggiore” di ogni città (ovvero quella che ha registrato il numero più elevato di giorni di superamento del limite medio giornaliero di 50 µg/ previsto per il PM10), indicata tra parentesi.

 

Città

Regione

Numero di giorni di superamento del limite previsto per il PM10 di 50 µg/ - numero massimo di giorni consentito: 35

1

Torino (grassi)

Piemonte

190

2

Cagliari (viale diaz)

Sardegna

162

3

Vicenza (c.so san felice)

Veneto

140

4

Reggio Emilia (timavo)

Emilia Romagna

139

5

Frosinone (scalo)

Lazio

137

6

Lodi (viale vignati)

Lombardia

134

7

Milano (juvara-pascal città studi)

Lombardia

132

8

Verona (c.so milano)

Veneto

131

9

Pesaro (via giolitti)

Marche

128

10

Alessandria (volta)

Piemonte

124

11

Piacenza (via giordani)

Emilia Romagna

122

12

Modena (via nonantolana)

Emilia Romagna

120

13

Padova (mandria)

Veneto

117

14

Roma (tiburtina)

Lazio

116

15

Cremona (fatebenefratelli)

Lombardia

116

16

Novara (verdi)

Piemonte

115

17

Pavia (p.zza minerva)

Lombardia

113

19

Rieti (1)

Lazio

108

20

Bergamo (via meucci)

Lombardia

108

21

Mantova (ariosto)

Lombardia

108

22

Ancona (p.zza roma)

Marche

108

23

Cesena (Via Marconi)

Emilia Romagna

106

18

Palermo (di blasi)

Sicilia

104

24

Bologna (porta s.felice)

Emilia Romagna

104

25

Venezia (sacca fisola)

Veneto

99

26

Ferrara (corso isonzo)

Emilia Romagna

97

27

Brescia (broletto)

Lombardia

94

28

Como (centro)

Lombardia

94

29

Rovigo (centro)

Veneto

91

30

Asti (scuola d'acquisto)

Piemonte

90

31

Sondrio (sondrio)

Lombardia

88

32

Parma (montebello)

Emilia Romagna

86

33

Trento (via brennero)

provincia autonoma di Trento

84

34

Treviso (via lancieri)

Veneto

83

35

Cuneo (p.zza II reggimento alpini)

Piemonte

82

36

Carrara (carriona)

Toscana

82

37

Firenze (viale gramsci)

Toscana

76

38

Rimini (flaminia)

Emilia Romagna

74

39

Bari (p.zza l. di savoia)

Puglia

71

40

Napoli

Campania

70

41

Vercelli (campo coni)

Piemonte

70

42

Biella (via don sturzo)

Piemonte

69

43

Forlì (beccaria)

Emilia Romagna

62

44

Pordenone (centro)

Friuli

59

45

Varese (via copelli)

Lombardia

58

46

Trieste (via svevo)

Friuli

54

47

Taranto (q.re paolo VI)

Puglia

47

48

Macerata (macerata)

Marche

42

49

Latina (via tasso)

Lazio

41

50

Benevento

Campania

40

51

Udine (via manzoni)

Friuli

37

52

Verbania (gabardi)

Piemonte

34

53

Genova (europa)

Liguria

30

54

Potenza (viale unicef)

Basilicata

26

55

Gorizia (gorizia)

Friuli

24

56

Bolzano (via c.augusta)

provincia autonoma di Bolzano

22

57

Avellino

Campania

19

58

Ravenna (zalamella)

Emilia Romagna

19

59

Brindisi (via dei mille)

Puglia

17

60

Aosta (piazza plouves)

Valle d'Aosta

14

61

Caserta

Campania

12

62

Belluno (centro)

Veneto

12

63

Viterbo

Lazio

4

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa, Regioni, Province e Comuni

L’ufficio stampa: 328.8861687


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http://news.independent.co.uk/sci_tech/article3353768.ece
Dossier "Mal d'aria" 22-01-2008

Bari, 22 gennaio 2008

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